Europa: Svegliati o preparati a cadere

15.01.2025

Siamo pronti a consegnare il nostro futuro a chi avanza minaccioso, sapendo che non abbiamo il coraggio di reagire? Se sì, allora meritiamo di cadere. Meritiamo di essere travolti dalla nostra apatia, dalla nostra paura di sporcarci le mani.

Dobbiamo liberarci da questa "tirannia della penitenza"che Pascal Bruckner descrive nel suo saggio sul masochismo occidentale: un complesso che paralizza il blocco occidentale, eternamente colpevolizzato, impedendogli di giudicare, di combattere, di opporsi a regimi e ideologie che calpestano i diritti umani e la libertà. Un meccanismo che ci inchioda, che censura e rende inermi.

Europa, smettila di scusarti per la tua esistenza. 

La ferocia del mondo non ha un solo volto, non è un'esclusiva dell'Occidente.

Il mondo ha conosciuto il Grande Timoniere e i suoi settanta milioni di morti, ha visto i massacri di massa di Pol Pot, la repressione vietnamita e l'esodo dei Boat People. Ha sopportato la dittatura di Saddam Hussein in Iraq, di Mu'ammar Gheddafi in Libia, il delirio oscurantista dei mullah in Iran.

Per non parlare dell'Impero Ottomano, che ha imposto il suo dominio su vaste terre, e commesso il genocidio degli armeni, una delle atrocità più gravi della storia recente. 

Cara Europa, pensi di aver colonizzato e massacrato solo tu altri popoli? Perché ti dimentichi delle grandi civiltà persiane, mongole, cinesi, anch'esse colonizzatrici?

I musulmani hanno invaso la Persia, l'India, il Sud-est asiatico, il Sudan, l'Egitto, razziando e distruggendo le culture locali, forzando le conversioni o imponendo la jizia — una tassa obbligatoria imposta ai non musulmani per umiliarli e sottometterli alla nuova autorità, come segno di sottomissione.

E ancora oggi guarda cosa accade nei paesi dove vige la Sharia, dove gli uomini divorziano con un sola parola ripetuta tre volte: talaq,talaq,talaq condannando la donna al ripudio arbitrario.
  
Oppure guarda il sistema della poligamia, i matrimoni forzati con bambine, le mutilazioni genitali femminili, l'apartheid di genere, la repressione e la pena di morte per le persone omosessuali e altre pratiche brutali che negano la dignità umana.

Guarda cosa accade agli oppositori politici nei regimi totalitari, guarda le violazioni dei diritti umani e delle minoranze come quella degli Uiguri, in Cina. 

Questo lungo elenco rappresenta solo una piccola parte di quanto accaduto e di quanto ancora accade nel resto del mondo. 

Europa svegliati, scrollarti di dosso il senso di colpa paralizzante e torna a lottare per i tuoi principi, per la libertà, per la giustizia. Ora. 

Cara Europa, rivesti i tuoi valori, quelli che più di chiunque altro sei stata capace di partorire: la secolarizzazione, il rinascimento, l'illuminismo, lo stato di diritto

Sfoggia con onore ciò che sei. E poi, cara Europa, cerca nel profondo del cuore il tuo Sisu.

Sisu: Il Coraggio che Abbiamo Smarrito

Sisu. Una parola finlandese impossibile da tradurre. 

È più di un concetto: è una filosofia, un codice di vita. 

È la forza che ti spinge a lottare quando tutto sembra perduto, quella determinazione che nasce dalla disperazione e diventa speranza. 

È un grido di battaglia. Un termine che abbraccia tutto ciò di cui oggi l'Europa ha disperatamente bisogno: forza, perseveranza, volontà di resistere contro ogni avversità.

La leggenda finlandese ci racconta di come, durante la Guerra d'Inverno (1939-1940), i soldati finlandesi abbiano affrontato l'invasione sovietica con risorse limitate, ma con una determinazione incrollabile.
Con il freddo gelido e il nemico che sembrava invincibile, il sisu finlandese ha fatto la differenza. Non era solo la forza fisica a salvare la patria, ma la volontà ferrea di resistere.

Questo è il momento in cui l'Europa deve riscoprire quella forza interiore che l'ha fatta grande, che le ha permesso di superare le difficoltà e di affermarsi nel mondo. Non possiamo più permetterci di rimanere fermi, di lasciare che le minacce ci travolgano senza reagire.
Il coraggio non è un lusso, è una necessità. 

Non basta più sopravvivere, dobbiamo lottare per ciò che è giusto, per la nostra libertà e per la nostra dignità. 

La domanda ora è: abbiamo il coraggio di lottare, o ci arrenderemo senza combattere?


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