Uno spettro s’aggira per l’Europa, lo spettro della Terza Roma.

Tutte le potenze della vecchia Europa si sono alleate in una santa battuta di caccia contro questo spettro: Washington e Bruxelles, i liberali cosmopoliti e i mercati globali, il Vaticano e i media occidentali.
Quale Stato sovrano che si opponga all'egemonia occidentale non è stato accusato di autoritarismo dai suoi avversari? Quale società che difenda i propri valori tradizionali non è stata derisa come arretrata o oppressiva? Da questo fatto scaturiscono due conclusioni.
La Terza Roma, Mosca, è già riconosciuta come potenza alternativa da tutte le potenze occidentali.
È ormai tempo che la Russia esponga apertamente in faccia al mondo il suo modo di vedere, i suoi fini, le sue tendenze, e che contrapponga alla favola del liberalismo universale un manifesto della sua missione storica.
A questo scopo, i leader, i pensatori e i popoli che riconoscono in Mosca l'erede della cristianità ortodossa e baluardo dei valori tradizionali si uniscono. La Terza Roma non si limita a resistere, ma si propone come il faro spirituale per un'umanità che rifiuta la decadenza.
Ecco a noi tutti il nuovo Manifesto di Mosca.
Il Manifesto Di Putin!
Il Manifesto di un uomo che si erge come il nuovo "salvatore" di un mondo che non è mai esistito, facendo leva sul nostro malessere, sulla nostra stanchezza. Mosca, quella che si spaccia come il baluardo della cristianità ortodossa, il bastione contro l'Occidente "decadente", è niente più che una trappola.
Una trappola tesa con cura, con l'obiettivo di farci a pezzi, di frantumare il nostro mondo dall'interno. Perché non è mai stata una questione di "salvezza".
No, il vero obiettivo di Putin è farci sbranare tra di noi, farci divorare dalla nostra stessa incapacità di difendere ciò che siamo. Ed incredibilmente ci sta riuscendo.
Guardiamoci allo specchio, e vediamo chi siamo diventati.
Siamo un Occidente che non sa più chi è, che si ripiega su sé stesso, che si culla nel lusso e nella noia, che odia la propria abbondanza, che vomita sulla propria libertà, come se fosse una maledizione. Un Occidente che ormai non ha nulla da difendere, che ha smesso di sapere cosa sia la difesa.
Ecco che, in questo vuoto spaventoso, la Russia alza la testa e ci dice: "Voi fate schifo".
Voi non siete più uomini. I vostri figli sono deboli, le vostre donne comandano, gli uomini non sanno più nemmeno fare la guerra, la caccia, nulla. Avete tradito tutto. Siete il fallimento della civiltà. Ed è qui che la propaganda russa entra in scena.
Il fascista clericale che si spaccia per "difensore della cristianità ortodossa" non ha niente da offrirci se non la sua visione distorta di un mondo che non esiste. Non vuole salvarci. No, vuole distruggerci. Vuole vederci implodere, divisi, deboli, incapaci di reagire.
E noi, invece di resistere, invece di rispondere a questo attacco, lo ascoltiamo, lo guardiamo, e forse, segretamente, siamo anche d'accordo. La propaganda russa ha messo il dito nella piaga.
Eppure Mosca, la "Terza Roma", non è un faro, non è una guida. È una trappola. È una visione autoritaria, clericale, fascista, la Russia si propone come la forza che difende i valori tradizionali, mentre, nella realtà, non fa altro che minacciare la nostra capacità di autodefinirci, di scegliere, di essere liberi.
No, Mosca non protegge nessuna identità, semmai la soffoca. No, Mosca non è un baluardo, è una prigione che vuole estendersi fino a distruggerci. No, Putin non è un l'espressione della forza, ma di debolezza, esattamente quella debolezza di chi non ha nulla da offrire se non il disprezzo per l'altro, per chi non vuole piegarsi.
Ecco cosa sono le grida della Russia: il suono della disperazione di chi vuole abbattere l'Occidente, ma non ha il coraggio di farlo apertamente. Così ci insinua nella mente la sua visione di un mondo ridotto a una fortezza assediata, dove l'uomo forte è l'unico che può dettare legge.
Il nemico è dentro di noi
Il nemico è la nostra debolezza, la nostra apatia, il nostro disprezzo per ciò che siamo. Il peggior nemico dell'Occidente è l'Occidente stesso, che non ha più la forza di difendere la liberaldemocrazia, la pluralità, la libertà di espressione e la libertà di essere ciò che desidera essere.
Siamo qui, ad ascoltare chi ci dice che fare figli gay, distruggerà la nostra civiltà.
Che le lobby LGBTQ+, il Femminismo, il Liberalismo, siano i segnali della nostra rovina.
Ora è il momento di svegliarci!
Stiamo vendendo l'anima al nostro nemico.
La Russia di Putin non è il nostro salvatore, è il nostro boia. E non solo: si sta servendo della nostra stanchezza per farci combattere contro noi stessi.
Se non reagiamo, se non riprendiamo in mano il nostro destino, se non difendiamo con forza i principi che ci hanno permesso di essere ciò che siamo, allora sì, avremo davvero fallito. E non sarà Putin a darci il colpo di grazia, ma la nostra incapacità di difendere noi stessi. Non è il liberalismo il nostro nemico, il nostro nemico è il disprezzo della nostra Storia, di tutto ciò che nel bene e nel male ci ha permesso di arrivare fin qui.
La nostra libertà e la nostra Democrazia sono in pericolo, non perché Putin ci minaccia dall'esterno ma perché stiamo lasciando che la nostra stessa visione di libertà, di giustizia, di uguaglianza si sgretoli.
Vogliamo veramente correre il rischio di ritrovarci a vivere in un mondo che non ci appartiene più?
"Come siamo arrivati fino a questo punto? La risposta è semplice: abbiamo smesso di difendere la nostra civiltà, lasciando che le invasioni barbariche, con le loro ideologie e bugie, ci sommergessero."

